INDICE
| PREMESSA |
Pag. 2 |
| ISTITUTI NORMATIVI |
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| ATTIVITA’ DI PREVENZIONE ED EDUCAZIONE SANITARIA
a) Progetto Salute Infanzia
b)Progetto Obiettivo “Vaccinazioni raccomandate” |
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| ORGANIZZAZIONE DEGLI AMBULATORI
a)Informatizzazione, Pediatria in associazione, Pediatria
in gruppo, Collaboratore di studio
b)Regolamentazione dell’attività in forma associata
c) Progetto Obiettivo “Self help ambulatoriale” |
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“ 16
“ 19
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| AGGIORNAMENTO E FORMAZIONE CONTINUA |
“ 23
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| PROGETTI OBIETTIVO AZIENDALI |
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PREMESSA
Il presente Accordo Regionale per la disciplina
dei rapporti con i Pediatri di Libera scelta (PLS) integra il DPR
272/2000 e regolamenta l’attuazione di alcune parti.
La Pediatria di Libera scelta, nata più di venti
anni fa per fornire un’assistenza sanitaria specialistica
territoriale ai soggetti in età pediatrica, negli ultimi anni ha
raggiunto, anche in Calabria, quella auspicata diffusione su tutto
il territorio che è stata uno dei suoi limiti negli anni passati,
contribuendo a migliorare il livello delle cure primarie e dell’assistenza
territoriale dei bambini e degli adolescenti della nostra regione.
Le normative che regolamentano i rapporti tra il
SSN ed i PLS sono rappresentate essenzialmente da :
- D.L. n. 502/92 ed ogni sua modifica ed integrazione
- DGR n. 44/98 (Accordo Regionale per i Pediatri
di libera scelta)
- DM n. 131/2000 (Progetto Obiettivo Materno-Infantile)
- DPR n. 272/2000 (Accordo Collettivo Nazionale
per i Pediatri di libera scelta)
- 2003-2005-PSR 2003-2005 (in fase di elaborazione)
In esse è contenuta una chiara indicazione per
una riallocazione delle risorse del SSN dalla cura alla prevenzione,
dalla generalità della popolazione ai gruppi a rischio, dall’assistenza
ospedaliera a quella territoriale. A ciò si aggiunge la legge che
ha modificato l’art. 117 della costituzione che, tra l’altro,
attribuisce alle regioni competenze legislative esclusive in tema
di assistenza e legislazione sanitaria, passando ad esse la responsabilità
di attrezzarsi per far fronte alle sfide da cui dipende il futuro
della sanità in Italia e cioè l’ottimizzazione delle risorse
e l’innalzamento della qualità dei servizi. In particolare,
un utilizzo più razionale delle risorse economiche dovrà necessariamente
prevedere un potenziamento dell’area delle cure primarie territoriali
in modo che la maggior parte delle richieste dell’utenza possa
trovare adeguata risposta assistenziale nel territorio con conseguente
contenimento della spesa.
In questo contesto si inserisce codesto Accordo
Regionale per la Pediatria di libera scelta che contribuisce ad
individuare i compiti della Pediatria di Libera scelta in Calabria
per i prossimi anni a completamento delle attività già previste
dall’Accordo Collettivo Nazionale.
Nell’elaborazione di tale Accordo si è
tenuto conto di quanto contenuto nel Progetto Obiettivo Materno-Infantile,
nel nuovo Piano Sanitario Nazionale 2003-2005 e nella bozza di Piano
Sanitario Regionale: degli obiettivi della Pediatria di libera scelta,
delle azioni necessarie per il raggiungimento di tali obiettivi
ed il superamento di alcuni “punti critici” finora individuati.
Gli strumenti principali previsti da questo Accordo
Regionale per il raggiungimento degli obiettivi prefissati, sono
:
a) un maggiore sostegno dell’attività di
prevenzione, sia attraverso l’attivazione del Progetto Salute
Infanzia costituito da otto visite in età filtro distribuite in
modo da coprire tutto l’arco dell’età pediatrica (art.
49, comma c, DPR 272/2000), che mediante l’attivazione
di specifici programmi di educazione alla salute ed all’uso
corretto dei servizi (Progetto Obiettivo aziendale di Educazione
sanitaria) e di progetti di incentivazione alle vaccinazioni
(Progetto Obiettivo “Vaccinazioni raccomandate”);
b) il mantenimento del libretto sanitario pediatrico,
già attivato col precedente AR, come ottimo strumento per limitare
la sovrapposizione degli interventi e la frammentazione delle cure
e migliorare l’adesione ai programmi di educazione sanitaria
(art. 49, comma d DPR 272/2000);
c) una migliore organizzazione degli ambulatori
che favorisca l’accesso e l’accoglienza all’utenza,
attraverso l’incentivazione dell’informatizzazione (art.
41, comma 4 DPR 272/2000; dell’attività in forma associata
sia in gruppo che in associazione (art. 51, 52, 53, 54 DPR 272/2000)
e dei test diagnostici ambulatoriali (Progetto Obiettivo
Self Help Ambulatoriale);
d) la messa in atto degli strumenti necessari
affinché l’assistenza ai soggetti con malattia cronica e con
disagio psico-sociale si sposti in ambito territoriale (Progetto
Obiettivo per l’assistenza ai soggetti con patologia cronica);
e) l’impegno per il miglioramento della
qualità dell’assistenza pediatrica territoriale attraverso
l’attivazione dei programmi di formazione ed aggiornamento
teorico-pratico (art 8 DPR 272/2000).
Nella tabella successiva sono riepilogati gli obiettivi
della Pediatria di Libera scelta e gli strumenti necessari per il
loro raggiungimento.
| OBIETTIVIDELLAPEDIATRIADI LIBERA
SCELTA
- Anticipare l’età di presa in carico dei
neonati da parte del PLS
- Garantire ad ogni bambino e adolescente il suo
pediatra
- Privilegiare la prevenzione rispetto alla cura
- Qualificare il momento diagnostico-terapeutico
delle cure primarie dell’infanzia
- Facilitare l’accesso degli utenti agli ambulatori
- Ridurre la sovrapposizione degli interventi sul
singolo paziente e migliorarne l’appropriatezza
- Ridurre la domanda impropria di prestazioni sanitarie
- Ridurre il ricorso all’ospedale per
cure di I livello
- Collaborare con il Distretto econ il Dipartimento
di Prevenzione
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| ATTIVITA’DELPLS DA REGOLAMENTARE
NELL’ACCORDO
REGIONALE
- Progetto salute infanzia (Bilanci di salute)
- Libretto sanitario pediatrico
- Partecipazione a progetti obiettivo regionali,
aziendali o distrettuali
- Attività in forma associativa
- Informatizzazione
- Collaboratore di studio
- Assistenza in zone disagiate
- Assistenza al bambino con patologia cronica
- &Prestazioni aggiuntive (di tipo preventivo, terapeutico,
diagnostico)
- Partecipazione a procedure di verifica della qualità,
a ricerche epidemiologiche e fornitura dati sanitari
a fini statistici
- &Attività territoriali programmate
- Formazione continua
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| ATTUALI “PUNTI CRITICI”
DELLA PEDIATRIA DI LIBERA SCELTA
- La presa in carico del neonato avviene ancora
un po’ tardi
- L’età di competenza non comprende l’intera
età adolescenziale
- In alcune aree, per situazioni oro-geografiche
penalizzanti e con popolazione pediatrica sparsa, è
difficile coprire il fabbisogno assistenziale
- L’attività sia preventiva che curativa, è
scarsamente coordinata ed integrata con l’attività
degli altri servizi (ospedale, guardia medica, consultorio
familiare, pronto soccorso, servizi di igiene pubblica,
ecc.)
- &Per le difficoltà di raccordo con gli altri servizi,
le fasce più deboli e con bisogni molto differenziati
(bambini disabili, immigrati o con gravi bisogni di
natura socio-assistenziale, problemi scolastici, ecc.)
possono sfuggire ad un’appropriata assistenza
- La copertura oraria offerta non può garantire,
con l’attuale organizzazione, la continuità assistenziale
- Per molte attività di prevenzione è necessaria
una più adeguata promozione diretta
a far comprenderne
la validità (attività di educazione sanitaria) ed, eventualmente,
anche l’erogazione (vaccinazioni, ecc.)
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DIRITTI SINDACALI (Art. 9 DPR
272/2000)
In base a quanto previsto dai commi 1 e 2 dell’art.9
del DPR 272/2000, ai pediatri di famiglia presenti nel Comitato
Regionale Permanente, nei Comitati d’Azienda e nelle altre
commissioni previste dall’ACN viene riconosciuto, oltre alle
spese di viaggio nella misura prevista dalle vigenti norme della
pubblica amministrazione, un gettone di presenza di Euro 100 per
ogni seduta a titolo di rimborso spese per la sostituzione relativa
alla partecipazione alle riunioni dei suddetti organismi.
In deroga a quanto stabilito dal comma 7 dello
stesso articolo, si stabilisce che la comunicazione alla propria
Azienda del numero di ore di sostituzione da parte dei rappresentanti
sindacali sarà fatta con cadenza semestrale anziché mensile. La
liquidazione del rimborso forfetario delle spese di sostituzione
viene fatta direttamente al pediatra titolare dell’incarico.
COMITATO DI AZIENDA(Art. 11 DPR 272/2000)
In ogni ASL, o ambito diverso definito dalla Regione
previo parere favorevole delle OO.SS. maggiormente rappresentative
a livello regionale, è costituito un Comitato Aziendale permanente
composto da tre rappresentanti dell'Azienda e tre rappresentanti
delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello
regionale, salvo diverse previsioni nei diversi provvedimenti di
costituzione del Comitato. Uno dei rappresentanti aziendali, individuato
dal Direttore Generale, ha le funzioni di segretario.
Il Comitato è convocato ordinariamente ogni tre
mesi o ogni qualvolta una delle parti lo ritiene necessario, con
un preavviso di almeno 15 giorni. Le sedute sono sempre valide,
indipendentemente dal numero dei partecipanti.
COMITATO REGIONALE(Art. 12 DPR 272/2000)
Il Comitato Regionale Permanente è composto
da cinque rappresentanti della Regione e cinque delle OO.SS maggiormente
rappresentative a livello regionale, salvo diverse previsioni nel
provvedimento di costituzione del Comitato. Nel provvedimento di
nomina viene altresì individuato un dipendente del servizio competente
con funzioni di segretario.
Il Comitato è preposto ai compiti previsti
dall’ACN 272/2000 ed a quelli previsti dall’accordo
regionale
L’Assessore Regionale o suo delegato convoca
il Comitato ordinariamente ogni tre mesi o ogni volta che una delle
parti lo ritiene necessario, con un preavviso di almeno 7 giorni.
Le sedute sono sempre valide, indipendentemente dal numero dei partecipanti.
DIRITTO DI SCIOPERO (Art.15 DPR 272/2000)
Ai pediatri che garantiscono le prestazioni indispensabili,
in caso di esercizio del diritto di sciopero, viene corrisposto
un compenso pari al 30% degli emolumenti dovuti mensilmente, frazionati
per giornata lavorativa.
RAPPORTO OTTIMALE (Art.17 DPR 272/2000)
La pediatria convenzionata è organizzata secondo
ambiti territoriali costituiti da Distretti, Comuni o gruppi di
Comuni, individuati dal Comitato Aziendale secondo quanto prescritto
dall’art. 17 comma 7. La scelta del pediatra di famiglia deve
avvenire tra i pediatri iscritti nell’elenco di ciascun ambito
territoriale. Eventuali deroghe per scelte extra ambito territoriale
possono essere autorizzate dal Comitato Aziendale. Sono salvaguardate
le scelte acquisite in altri ambiti prima dell’entrata in
vigore del presente accordo. Le Aziende Sanitarie dovranno individuare
gli ambiti territoriali, qualora non siano stati ancora definiti,
entro e non oltre sessanta giorni dall’entrata in vigore del
presente accordo.
Qualora in un ambito si verifichi un’impossibilità
di scelta del pediatra, perché i pediatri inseriti sono al massimo
delle scelte e non esiste un numero sufficiente di bambini di età
0-6 anni che permetta di indire una zona carente ordinaria, l’Azienda
sentito il parere del Comitato Aziendale attiva le procedure di
cui all’at.23 c.11, e in subordine quelle previste dall’art.
24 commi 6 e 7, fino al momento in cui il rapporto ottimale sarà
tale da individuare una zona carente ordinaria. Nel caso in cui
i pediatri interpellati non accettino la deroga al massimale in
numero sufficiente per garantire la copertura assistenziale, l’Azienda
potrà richiedere la pubblicazione di una zona carene straordinaria
sempre nei limiti temporali previsti dall’art. 18.
TRASFERIMENTO DI RESIDENZA (art.
19 DPR 272/2000)
Il Pediatra di libera scelta, di nuova nomina o
già titolare di convenzione, può mantenere o trasferire la residenza
in altro ambito di scelta, anche non limitrofo, purché elegga o
mantenga il domicilio nell’ambito di inserimento e che dovrà
essere tempestivamente comunicato all’A.S.L. di appartenenza.
MASSIMALE DI SCELTE E SUE LIMITAZIONI (Art.
23 DPR 272/2000)
I pediatri iscritti negli elenchi possono acquisire
un numero massimo di scelte pari a 800 unità. Tale limite può essere
superato in conseguenza delle deroghe di cui ai commi 7 e 9 dell’art.
23, fino al raggiungimento di 880 unità.
Il limite di 880 unità può essere superato in caso
di scelta relativa a neonati o bambini adottati appartenenti a nuclei
familiari nell’ambito dei quali il pediatra abbia già in cura
altro soggetto (art.23, comma 8). Tali scelte non sono soggette
al parere del Comitato di Azienda se rientrano nello stesso ambito.
Quanto previsto al comma 9 per gli assistiti
extracomunitari, si estende anche agli assistiti che temporaneamente
si trasferiscono che, al loro rientro, possono essere riattribuiti
allo stesso pediatra anche in deroga al massimale individuale.
Il massimale dei pediatri che svolgono attività
compatibili con l’iscrizione negli elenchi della Pediatria
di libera scelta, è ridotto in misura proporzionale al numero di
ore settimanali impiegate per tali attività, assumendo convenzionalmente
che il massimale di 800 scelte corrisponde ad un impegno orario
di 40 ore settimanali. L’attività di pediatra specialista
ambulatoriale non è, comunque, compatibile se effettuata nello stesso
ambito territoriale in cui si esercita l’attività di PLS.
REVOCHE DI UFFICIO E MANTENIMENTO SCELTA
DEL PEDIATRA
(Art.26 DPR 272/2000)
L’ASL comunica alla famiglia dell’assistito,
almeno tre mesi prima, la revoca della scelta per compimento del
14° anno di età, informandola della possibilità di mantenere la
scelta in favore del pediatra fino a 16 anni dietro semplice istanza
firmata da uno dei genitori e controfirmata dal pediatra stesso.
Tale domanda può essere consegnata materialmente
all’ufficio preposto anche dal pediatra medesimo e non è soggetta
al parere del Comitato di Azienda.
PROGRAMMI DI ATTIVITA’ E LIVELLI DI SPESA
PROGRAMMATI
(Art. 50 DPR 272/2000)
In base a quanto previsto dal D.L. 502/92 e s.
m. ed i., il rispetto dei livelli di spesa programmati è oggetto
di accordi di livello aziendale o distrettuale finalizzati ad una
migliore razionalizzazione e qualificazione dell’attività
dei PLS e dalla cui realizzazione possono derivare ricadute positive
per il bilancio dell’Azienda.
Gli obiettivi per un contenimento dei livelli di
spesa vanno individuati dall’Azienda e/o Distretto di concerto
con il Comitato di Azienda, stabilendo il relativo margine di oscillazione
minimo/massimo, dalla cui realizzazione far discendere una valutazione
positiva.
Per ogni obiettivo individuato, dovranno essere
definiti programmi organizzativo-gestionali che comprendano l’elaborazione
di linee guida e di percorsi assistenziali coordinati, nonché la
verifica dell’efficacia degli interventi stessi.
Tali accordi dovranno prevedere anche la quota
della minore spesa indotta da destinare al potenziamento delle attività
sanitarie distrettuali e la quota da assegnare ai pediatri partecipanti
e proporzionata al grado di raggiungimento degli obiettivi previsti.
L’eventuale assegnazione di budget virtuali
e di standard di spesa deve essere effettuata sempre con riferimento
a gruppi di PLS, preferibilmente per distretto. L’aggregazione
per distretto è la soluzione preferenziale anche perché consente
una maggiore co-responsabilizzazione nell’uso delle risorse
disponibili, ma anche ad un migliore raccordo degli stessi pediatri
con i servizi distrettuali.
Per l’adeguata definizione degli standard
di spesa, i progetti dovranno tenere conto di alcune variabili come:
- le caratteristiche demografiche della popolazione
pediatrica iscritta col gruppo di pediatri di riferimento;
- la presenza di fattori locali di correzione
(sociali, economici, epidemiologici) che possono influire sui livelli
di spesa complessivi o per singoli settori (farmaceutica, ambulatoriale,
ricoveri).
L’adesione e l’impegno alla partecipazione
del PLS a tali programmi sono previsti anche dalla lett. F dell’art.
29 del DPR 272/2000 e retribuiti con una parte della quota fissa
capitaria annuale (art. 41, comma 2, lett. A3b).
ATTIVITA’ DI PREVENZIONE ED EDUCAZIONE
SANITARIA
(Art. 49 DPR 272/2000)
A) PROGETTO SALUTE INFANZIA (Art.49,
comma 1 lett. c; Allegato L, DPR 272/2000)
Il Pediatra di libera scelta si occupa della salute
del bambino nella sua globalità e come tale non solo della diagnosi
e cura delle malattie, ma anche della prevenzione.
Il Progetto Salute Infanzia ha l'obiettivo di indirizzare
e uniformare l’attività di prevenzione del PLS e si articola
in :
- un piano base di visite filtro (definite “Bilanci
di salute”) per l'individuazione precoce dei soggetti affetti
da handicap neuro sensoriali e psichici;
- il libretto sanitario pediatrico che contiene
il diario clinico del bambino, le schede dei bilanci di salute e
materiale di educazione sanitaria;
- interventi di educazione sanitaria nei confronti
dei propri assistiti rispetto ai rischi prevalenti per l’età
evolutiva;
- esecuzione degli screening per l’udito
e l’ambliopia;
- interventi di profilassi delle malattie infettive.
Per la profilassi delle malattie infettive prevenibili
con le vaccinazioni, il Progetto Salute Infanzia viene implementato
a livello regionale con il Progetto Obiettivo “Vaccinazioni
Raccomandate”
Il Bilancio di Salute rappresenta un momento ideale
per poter effettuare, direttamente sulla famiglia, interventi mirati
di educazione sanitaria volta non solamente ad aumentare il livello
di salute del singolo, ma anche all’utilizzo razionale e appropriato
dei servizi sanitari (utilizzo appropriato del pediatra di famiglia,
riduzione degli accessi impropri alle strutture di 2° livello ed
a quelle di emergenza, risparmio dell’uso di farmaci, ecc.).
Il Bilancio di Salute è anche un elemento essenziale
per la lettura dello stato di salute di tutta la popolazione pediatrica
(con l’individuazione di tutte le maggiori problematiche dell’età
infantile), utile per valutare i processi assistenziali e come elemento
determinante del percorso assistenziale nella sua fase distrettuale.
Poiché l’esecuzione degli screening neuro-sensoriali
(udito e vista) viene già effettuata in gran parte della popolazione
pediatrica, al fine di omogeneizzare ed ampliare l’intervento
sulla totalità della popolazione infantile regionale, si stabilisce
che gli screening dei difetti uditivi (Boel test) e dei difetti
visivi (Sterotest di Lang) possono essere eseguiti rispettivamente
in concomitanza con l’effettuazione dei bilanci di salute
del 9°-12° mese e del 24° mese. In caso di risposta dubbia o impossibilità
di esecuzione, il test di Lang può essere eseguito e comunicato
nel bilancio del 36° mese o del 48° mese registrando sempre l’esito
sul libretto sanitario del bambino. Anche se ripetuto, il test sarà
comunque liquidato una sola volta. Si stabilisce che queste prestazioni,
rientrando nell’ambito del Progetto Salute Infanzia, non necessitano
di autorizzazione sanitaria e vanno comunicate mensilmente all’Azienda
col riepilogo dei bilanci di salute. Il compenso per tali prestazioni
è quello stabilito dall’ACN (Allegato B).
Il Progetto Salute Infanzia attivato dalla Regione
Calabria rappresenta la continuazione e lo sviluppo del programma
“Bilanci di Salute” previsto dal punto C del precedente
accordo regionale.
Il progetto regionale prevede 8 visite filtro da
eseguirsi nelle età e con le modalità specificate nelle due tabelle
successive.
Il bilancio di salute effettuato al 6° anno rientra
tra i compiti previsti per il compenso a quota fissa (art.29, comma
3).
L’art. 49, comma d) del DPR 272/2000 individua,
tra le prestazioni e attività aggiuntive erogate in seguito ad accordi
regionali, la compilazione del libretto sanitario pediatrico individuale,
il quale, nell’ambito della funzione globale dell’assistenza
al bambino, permette la conoscenza della sua storia naturale fin
dal momento della nascita, le malattie da lui sofferte, gli interventi
curativi.
Tale documento, già istituito col precedente accordo
regionale per i bambini nati dal 01.01.96 in poi, viene distribuito
dalle Aziende Sanitarie al rappresentante legale del bambino al
momento della scelta del pediatra e deve essere periodicamente aggiornato
dal pediatra medesimo nel corso degli interventi sanitari esercitati
sul bambino. Viene conservato a cura del legale rappresentante del
bambino e verrà consegnato al medico di medicina generale all’epoca
del superamento dell’età di competenza pediatrica.
Al presente Accordo è allegato il fac-simile del
libretto che verrà stampato a cura delle Aziende sanitarie.
I libretti pediatrici già adottati dalle singole
ASL e non ancora distribuiti verranno utilizzati sino al loro esaurimento.
E’ obiettivo della regione dotarsi , nel tempo i una scheda
sanitaria pediatrica unica di tipo informatico che sostituirà l’attuale
libretto sanitario cartaceo, favorendo l’acquisizione e lo
scambio dei dati statistici e sanitari.
Per i compiti e le attività previste dal Progetto
Salute Infanzia al PLS viene riconosciuto :
- il compenso lordo di 12,91 euro, detratta la
quota ENPAM a carico dell’ASL, per ciascun bilancio di salute
eseguito;
- il compenso lordo annuo complessivo di 7,5
euro per la compilazione e l’aggiornamento del libretto sanitario
individuale per i bambini nati dal 01.01.96;
- il compenso aggiuntivo annuo di 7,00 euro per
ogni assistito in carico nato dal 01.01.1996 per la fornitura dei
dati epidemiologici su supporto informatico, collegamento a banca
dati, ecc.
Per la liquidazione dei compensi relativi ai bilanci
di salute i PLS dovranno presentare entro il 15 di ogni mese il
riepilogo delle prestazioni fatte nel mese precedente e la liquidazione
deve avvenire entro il secondo mese successivo alla presentazione
del riepilogo. Il compenso relativo alla compilazione del libretto
pediatrico viene liquidato in dodicesimi, assieme agli emolumenti
mensili. I compensi per le suddette prestazioni verranno corrisposti
esclusivamente se per lo stesso paziente vengono effettuate entrambe,
per cui se dai controlli periodici risulterà la non effettuazione
di una delle due, l’ASL potrà sospendere il pagamento anche
di quella eseguita e procedere al recupero dei compensi già corrisposti.
Per il riconoscimento del compenso aggiuntivo relativo
alla fornitura dei dati epidemiologici, il PLS dovrà comunicare
all’ASL il tipo di software utilizzato, idoneo alla raccolta
e invio dei dati epidemiologici/statistici per la costituzione di
una banca dati presso l’Assessorato Regionale alla Tutela
della Salute. Tale compenso viene anch’esso erogato in dodicesimi
assieme agli emolumenti mensili.
RIEPILOGO DEI BILANCI DI SALUTE INSERITI NEL PROGETTO
SALUTE INFANZIA CON LE RISPETTIVE ETÀ DI ESECUZIONE
| BDS |
ETA’ |
Range di età |
| 1° |
60° gg |
± 20 giorni
|
| 2° |
180° gg |
± 30 giorni
|
| 3° |
365° gg |
± 2 mesi |
| 4 |
24 mesi |
± 2 mesi
|
| 5° |
36 mesi |
± 3 mesi
|
| 6° |
48 mesi |
± 4 mesi
|
| 7° |
69 mesi |
± 3 mesi
|
| 8° |
12° anno |
± 12 mesi
|
B) PROGETTO OBIETTIVO REGIONALE “VACCINAZIONI
RACCOMANDATE”
Nell'ambito della Sanità Pubblica e della medicina
preventiva in particolare, uno degli strumenti che nel corso degli
anni è andato sempre più affinandosi è rappresentato dai vaccini.
Infatti, i moderni vaccini oltre ad essere efficaci
sul singolo, si sono dimostrati degli efficienti strumenti preventivi,
essendone stata dimostrata la loro reale utilità su popolazioni
di così grandi dimensioni da rappresentare un riferimento nell'ambito
della valutazione degli interventi sanitari.
Si può affermare, quindi, che la prevenzione vaccinale
rappresenta un importante indicatore della organizzazione politico-sanitaria
di una comunità.
I criteri che fino ad oggi hanno indirizzato gli
interventi dell'Autorità Sanitaria sono stati:
a) disponibilità di un vaccino efficace e sicuro;
b) situazione epidemiologica e rilevanza socio‑sanitaria
della malattia.
Su questa base vengono oggi comunemente praticate
in Italia ai nuovi nati le vaccinazioni contro le seguenti malattie:
Difterite, Tetano, Poliomielite, Epatite B, Pertosse, Morbillo,
Rosolia, Parotite, Infezioni invasive da Emofilo B. Altre vaccinazioni
disponibili da qualche anno sono quelle contro le infezioni da Pneumococco
e da Meningococco e quella contro la varicella.
Le prime quattro sono obbligatorie; le altre sono
raccomandate con vario grado di intensità nei diversi ambiti regionali.
Dall’analisi della situazione epidemiologica
della nostra regione riguardante le suddette malattie risulta che:
a) la situazione delle malattie per le quali la
vaccinazione dei nuovi nati è obbligatoria è attualmente molto buona:
i tassi di copertura vaccinale sono alti e del tutto in linea con
quelli delle altre regioni e dei paesi europei considerati all'avanguardia
in tema di prevenzione vaccinale; la poliomielite e la difterite
risultano eliminate; non sono da tempo segnalati casi di tetano
neonatale e quelli negli adulti vanno progressivamente riducendosi
man mano che crescono le coorti dei soggetti vaccinati; anche per
l'epatite B la morbosità continua a decrescere, anche se si osserveranno
ancora per un certo tempo le conseguenze delle infezioni contratte
nel passato in termini di cirrosi ed epato-carcinoma primitivo.
b) assai meno soddisfacente è invece la situazione
per pertosse, morbillo, rosolia e parotite, per le quali l'immunizzazione
non è obbligatoria e i tassi di copertura vaccinale sono molto al
di sotto della media europea; per il morbillo, in particolare, il
numero di casi malattia osservati ogni anno è ancora elevato e la
morbosità mantiene le oscillazioni tipiche delle infezioni non controllate.
La difficoltà di eliminare queste malattie, aero-diffusibili
ed altamente contagiose, deriva dall'elevato tasso di copertura
vaccinale che è necessario conseguire.
I motivi del mancato raggiungimento di questo obiettivo
nella nostra realtà sono molteplici, ma senza dubbio i più importanti
sono stati:
1) la mancata offerta gratuita di questi vaccini
(almeno fino a poco tempo fa);
2) la mancanza di una adeguata attività di informazione
ed educazione sanitaria;
3)la differenziazione effettuata fino ad ora tra
"vaccinazioni obbligatorie” e “vaccinazioni facoltative”
che può aver ingenerato in alcuni il concetto che solo ciò che è
obbligatorio è veramente importante, con conseguente minore adesione
alle vaccinazioni non obbligatorie; per questo motivo si preferisce
utilizzare oggi per tutte il termine di "vaccinazioni raccomandate".
D'altro canto, la non obbligatorietà delle vaccinazioni è una scelta
che per motivi di ideologia e tradizione hanno fatto diverse nazioni,
e l’esperienza dimostra che alti tassi di copertura vaccinale
possono essere raggiunti anche in regime di libera scelta in Paesi
la cui la popolazione, avendo raggiunto un buon livello di educazione
sanitaria, dimostra un elevato grado di adesione alle iniziative
dell'Autorità sanitaria: ne sono esempio i Paesi scandinavi e l'Olanda.
In campo sanitario la valutazione economica delle
tecnologie messe in atto ha l'obiettivo di dimostrarne (o meno)
la convenienza mettendo a confronto il costo delle risorse assorbite
con i risultati ottenuti sia mi termini di risparmi monetari, ma
soprattutto come maggiore salute della popolazione, in quanto i
risparmi da soli difficilmente arrivano a superare i costi.
Una delle poche eccezioni a questa regola è costituita
proprio dalla vaccinazione. Infatti, molti degli studi che hanno
valutato il rapporto costo/beneficio delle vaccinazioni hanno dimostrato
che i risparmi ottenuti grazie ai casi di malattia evitati con la
vaccinazione sono superiori ai costi sostenuti per la stessa.
I costi considerati sono quelli del vaccino e della
sua somministrazione. I benefici, invece, vengono distinti in benefici
diretti che rappresentano i risparmi di risorse grazie alla malattia
evitata (riduzione di ospedalizzazioni, spese farmaceutiche, spese
per visite, trattamento degli eventuali esiti, ecc.) e benefici
indiretti che rappresentano i risparmi che si generano al di fuori
del Sistema Sanitario (perdite evitate di giornate di lavoro, ecc.).
I risultati di tutti gli studi economici condotti
sulle più importanti vaccinazioni raccomandate concludono univocamente
per un rapporto costo/beneficio con indici molto favorevoli e variabili
per le diverse malattie da 1:3 ad 1:9,6.
Obiettivi
Migliorare la copertura vaccinale nei confronti
di alcune malattie prevenibili con le vaccinazioni e per le quali
le stesse non sono obbligatorie.
Strategia operativa
Già con la Circolare n. 13 del 06/06/95 il Ministero
della Salute invitava le Regioni e le ASL a rendere operativi i
programmi di prevenzione vaccinale che, oltre alle vaccinazioni
obbligatorie (poliomielite, difterite‑tetano, epatite B)
comprendessero anche quelle contro la pertosse, il morbillo, la
rosolia, la parotite, l’influenza e le infezioni invasive
da emofilo B.
L’adesione della popolazione a quest’ultime
va incrementata, oltre che con l'offerta attiva e gratuita delle
vaccinazioni stesse, anche con un'appropriata attività di formazione
rivolta sia al personale sanitario, sia alla popolazione. La Circolare
sopra indicata e le successive emanate oin materia indicano le modalità
che le Regioni e le ASL, devono seguire per rendere concreto il
programma.
Il coinvolgimento dei Pediatri di libera scelta
(PLS) diventa, pertanto, un elemento fondamentale per una buona
adesione al programma di immunizzazione. Ad essi, infatti, si rivolgono
i genitori per avere indicazioni sui trattamenti da effettuare,
in particolare quando viene proposto qualcosa che esce dagli schemi
previsti. Il loro parere sarà quindi il più delle volte determinante
nell'orientare pro o contro la vaccinazione.
L’attività di promozione delle vaccinazioni
da parte dei Pediatri di libera scelta, consta di diversi momenti
:
- distribuzione di materiale divulgativo di informazione
sulle vaccinazioni da consegnare ai genitori durante le visite filtro
previste dal Progetto Salute Infanzia (bilanci di salute);
- controllo delle schedule vaccinali durante le
stesse visite;
- promozione del consenso informato da parte della
famiglia alla vaccinazione, fornendo tutte le informazioni necessarie,
in accordo con la strategia vaccinale prevista dall’ASL;
- valorizzazione dei dati anamnestici del paziente
candidato alla vaccinazione ai fini dell’approccio al programma
vaccinale, con particolare riguardo all’individuazione di
controindicazioni vere/false, relative/assolute alle vaccinazioni;
- contatto e sensibilizzazione dei soggetti “difficili
da raggiungere” da parte del servizio vaccinazioni dell’ASL;
- raccolta delle informazioni e notifica dei casi
di eventuali reazioni avverse alle vaccinazioni.
Referenti aziendali
Per la migliore riuscita del presente progetto,
le sigle sindacali firmatarie individuano per ogni ASL, un PLS “referente
per le vaccinazioni” che collaborerà con il Servizio di Igiene
Pubblica e che curerà i rapporti tra esso ed i PLS.
Entro 15 giorni dall’approvazione di questo
progetto i referenti comunicheranno al Capo Servizio dell’Igiene
Pubblica l’elenco dei pediatri che partecipano al progetto.
Monitoraggio
Il principale indicatore della riuscita del progetto
è rappresentato dal raggiungimento o dal mantenimento, nei bambini
entro i 6 anni di età, dell’80% degli assistiti di ogni singolo
PLS di copertura vaccinale della prima dose per morbillo, rosolia
e parotite entro il primo anno di attuazione del progetto (tenuto
conto che la I dose delll’MMR si somministra entro il 15°
mese) e del 95% di tutti gli assistiti di ogni singolo pediatra
entro il 2005, in accordo con quanto contenuto nel Piano Nazionale
dell’ISS per l’eradicazione del morbillo e della rosolia
congenita.
Altri indicatori sono rappresentati dall’incidenza
di nuovi casi di malattia ed eventuali complicanze.
Esecuzione delle vaccinazioni
In ottemperanza a quanto previsto dal Piano Nazionale
Vaccini, al fine di raggiungere il più rapidamente i livelli di
copertura vaccinale ritenuti accettabili per prevenire la diffusione
delle malattie infettive, è importante il coinvolgimento dei PLS
anche nell’attività di somministrazione dei vaccini raccomandati
a tutti i soggetti in età pediatrica (anti-pertosse, anti-morbillo-rosolia-parotite,
anti-emofilo B) o consigliati a determinate categorie a rischio
o al singolo soggetto (anti-influenzale, anti-pneumococco, anti-meningococco,
anti-varicella). I vaccini verranno periodicamente forniti dall’ASL
su richiesta del pediatra.
L’esecuzione delle vaccinazioni da parte
del PLS può essere effettuata sia nel proprio ambulatorio che in
altri locali messi a disposizione dall’ASL. Tale attività
deve essere organizzata in collaborazione con l’Unità Operativa
di Medicina Preventiva con la quale vanno concordate, tra l’altro,
le modalità di approvvigionamento e conservazione dei vaccini e
il rilascio delle relative certificazioni.
Incentivi economici
Ai PLS che partecipano al progetto verranno corrisposti,
in caso di raggiungimento e mantenimento dell’obiettivo prefissato,
i seguenti compensi:
a) un incentivo di un euro (1) per ogni assistito
in carico al momento della verifica, per l’attività di promozione
delle vaccinazioni;
b) un compenso di dodici euro (dodici) per ogni
vaccinazione eseguita.
L’incentivo per la sola attività di promozione
potrà essere corrisposto, sempre al raggiungimento dell’obiettivo,
solo nel caso che all’esecuzione provveda l’Unità Operativa
di Medicina Preventiva.
Per l’attribuzione di tali compensi, il PLS
dovrà presentare all’ASL l elenco di tutte le vaccinazioni
raccomandate effettuate (anti-pertosse, anti-morbillo-rosolia-parotite,
anti-emofilo B, anti-influenzale, anti-pneumococco, anti-meningococo,
anti-varicella) con i dati dei soggetti vaccinati e l’elenco
degli assisiti in carico che hanno già compiuto i sei anni di età
con l’indicazione se vaccinati o meno per morbillo-rosolia-parotite.
Tale dato rappresenta l’indicatore della riuscita del progetto
e servirà a valutare il raggiungimento dell’obiettivo fissato
nell’80% di copertura vaccinale per l’MMR a sei anni
di età per il primo anno di attuazione del progetto.
La Regione provvederà al monitoraggio ed all’acquisizione
dei dati attraverso le singole Unità Operative di Medicina preventiva.
LINEE GUIDA PER L’ESECUZIONE DEL
PROGETTO SALUTE INFANZIA
E DEL PROGETTO OBIETTIVO VACCINAZIONI
PIANO BASE |
IMPLEMENTAZIONI |
BILANCI DI SALUTE |
PROGETTO OBIETTIVO VACCINAZIONI |
| ETA’ |
INTERVENTO |
INTERVENTO |
AZIONE |
| 60 gg.
±
20 gg. |
Esame fisico, misurazione peso, altezza,
circ. cranica.
Valutazione psicomotoria e sensoriale |
Mantenere e/o incrementare i livelli
di copertura vaccinale per DPT, POLIO, EPATITE, HIB |
Informazioni e richiesta consenso informato
sulle vaccinazioni
Esecuzione delle vaccinazioni
Informazioni su reazioni avverse |
| 180 gg.
±
30 gg. |
Esame fisico, misurazione peso, altezza,
circ. cranica
Valutazione psicomotoria e sensoriale |
Mantenere e/o incrementare i livelli
di copertura vaccinale per DPT,POLIO, EPATITE, HIB |
Controllo scheda vaccinale
Informazioni su reazioni avverse |
| 365 gg.
±
60 gg. |
Esame fisico, misurazione peso, altezza,
circ. cranica
Valutazione psicomotoria e sensoriale |
Mantenere e/o incrementare i livelli
di copertura vaccinale per DTP, POLIO,
EPATITE, MPR,
HIB INFLUENZA (soggetti a rischio) |
Controllo scheda vaccinale
Esecuzione delle vaccinazioni
Informazioni su reazioni avverse
Presentazione vaccinazione MPR |
| 24 mesi
±
60 gg. |
Esame fisico, misurazione peso, altezza,
circ. cranica
Valutazione psicomotoria e sensoriale.
Valutazione linguaggio |
Mantenere e/o incrementare i livelli
di copertura vaccinale per MPR |
Controllo scheda vaccinale
Esecuzione delle vaccinazioni |
| 36 mesi
±
90 gg. |
Esame fisico, misurazione peso, altezza,
circ. cranica
Valutazione psicomotoria e sensoriale.
Valutazione linguaggio |
Mantenere e/o incrementare i livelli
di copertura vaccinale per POLIO, INFLUENZA (soggetti a
rischio)
Recupero soggetti ancora non immuni per
MPR |
Controllo scheda vaccinale
Esecuzione delle vaccinazioni |
| 48 mesi
±
4 mesi |
Esame fisico, misurazione peso, altezza,
PA
Valutazione psicomotoria e sensoriale
Valutazione linguaggio |
Mantenere e/o incrementare i livelli
di copertura vaccinale perINFLUENZA
(soggetti a rischio)
Recupero soggetti ancora non immuni per
MPR |
Controllo scheda vaccinale |
| 72 mesi
±
9 mesi |
Esame fisico, misurazione peso, altezza,
PA
Valutazione psicomotoria e sensoriale
Valutazione linguaggio |
Mantenere e/o incrementare i livelli
di copertura vaccinale per DTP, MPR e INFLUENZA (soggetti
a rischio) |
Controllo scheda vaccinale
Esecuzione delle vaccinazioni |
| 12
anni
±
12 mesi |
Esame fisico, misurazione peso, altezza,PA
Valutazione psicomotoria e sensoriale
Valutazione puberale
Esame colonna e dentizione |
Mantenere e/o incrementare i livelli
di copertura vaccinale perEPATITE,
DTP e INFLUENZA (soggetti
a rischio)
Recupero soggetti ancora non immuni per
MPR |
Controllo scheda vaccinale
Sostegno alla regolare esecuzione dei richiami
DTP
Esecuzione delle vaccinazioni |
INCENTIVI PER L’ORGANIZZAZIONE DEGLI
AMBULATORI
(Art. 41, commi 3,4,6,7,8 DPR 272/2000)
Il fondo annuo previsto dal DPR 272/2000 per gli
istituti di cui all’art 41, determinato in base al numero
dei PLS convenzionati con la Regione Calabria ed in base al numero
degli assistiti alla data di pubblicazione del DPR medesimo è pari
a Euro 715.929,64.
Ferma restando l’entità complessiva del fondo,
il comma 9 prevede la possibilità di variare, in base alle specifiche
esigenze locali, sia gli importi che le percentuali previste dai
precedenti commi 3, 4, 6, 7, 8. Si stabilisce, pertanto, di confermare
gli importi previsti dallo stesso DPR e di fissare le percentuali
come di seguito indicato:
- comma 3 (indennità per zone disagiatissime):
3% dei pediatri;
- comma 6 (incentivo per collaboratore di studio):
15% degli assistiti;
- comma 7 (incentivo per pediatria in associazione):
40% degli assistiti;
- comma 8 (pediatria in gruppo): 15% degli assistiti.
Per quanto riguarda l’indennità per l’informatizzazione
dello studio (comma 4) l’entità del fondo consentirebbe la
sua corresponsione al 60% dei pediatri. Al fine di permettere una
migliore organizzazione di tutti gli ambulatori, si decide di integrare
la parte del fondo relativa a questa voce con la rimanente somma
necessaria per garantire l’indennità al 100% dei pediatri.
In deroga a quanto stabilito dai commi 3,4, 6,
7 e 8 del DPR 272/2000, si stabilisce che il calcolo delle percentuali
di attribuzione per ciascuna indennità si effettua a livello aziendale
e non regionale, rispettivamente in base al numero dei pediatri
(commi 3 e 4) e degli assistiti (commi 6, 7 e 8).
I pediatri interessati a richiedere le indennità
suddette devono presentare domanda alla propria Azienda che dà risposta
entro 60 giorni, sentito il parere del Comitato di Azienda che controllerà
il rispetto delle percentuali previste per ciascuna indennità. I
pediatri che già ne usufruiscono non devono ripresentare alcuna
domanda in quanto si intende confermato quanto già attribuito, rientrando,
pertanto, nel calcolo della parcentuale .
In caso di persistente ridotta utilizzazione del
fondo destinato ad un istituto, previo parere del Comitato Aziendale,
le Aziende possono utilizzare le somme residue per uno degli altri
istituti verso cui vi siano più richieste da parte dei pediatri.
INCENTIVAZIONE PER ZONE DISAGIATE (Art.41,
comma 3; Allegato G, DPR 272/00)
Per la valutazione dell’istanza, l’ASL
dovrà raccogliere tutti gli elementi utili ad individuare l’ambito
territoriale come zona molto disagiata (n. assistiti residenti nei
vari Comuni o frazioni dell’ambito, distanze chilometriche
degli abitati più periferici, situazione orografica del territorio,
ecc.) e, sentito il parere del Comitato Aziendale, da risposta entro
il termine previsto. I criteri per considerare un ambito come zona
molto disagiata sono quelli dell’allegato G del DPR 272/2000.
INDENNITA’ PER COLLABORATORE DI STUDIO
(Art.41, comma 6, DPR 272/2000)
Criteri di priorità per il riconoscimento del diritto
all’indennità di collaborazione di studio:
a) pediatri che già usufruiscono dell’indennità
ai sensi del DPR 613/96 che concorrono al calcolo della percentuale;
b) pediatri cui non era stato riconosciuto il
diritto secondo il precedente DPR a causa del superamento del tetto
previsto;
c) pediatri che aderiscono alla pediatria di gruppo;
d) pediatri con maggior carico di scelte.
INDENNITA’ PER PEDIATRIA IN ASSOCIAZIONE
(Art.41, comma 7, DPR 272/2000)
Criteri di priorità per il riconoscimento del diritto
all’indennità per pediatria in associazione:
a) pediatri che già usufruiscono dell’indennità
che concorrono al calcolo della percentuale;
b) pediatri che in associazione coprono tutto
un ambito territoriale;
c) pediatri inseriti in un ambito territoriale
comprendente più comuni;
d) pediatri che in associazione contano un maggior
numero di scelte.
INDENNITA’ PER PEDIATRIA IN GRUPPO
(Art.41, comma 8, DPR 272/2000)
Criteri di priorità per il riconoscimento del diritto
all’indennità per pediatria di gruppo :
a)pediatri che aderiscono già alla pediatria di
gruppo ai sensi del DPR 613/96 che concorrono al calcolo della percentuale;
b)pediatri che richiedono di essere integrati
in pediatrie di gruppo già riconosciute;
c)pediatri che in gruppo contano un maggior carico
di scelte
REGOLAMENTAZIONE ATTIVITA’ IN FORMA ASSOCIATA
(Art. 51 DPR 272/2000)
L’obiettivo fondamentale dell’attività
in forma associata prevista dall’art. 51 è quello di migliorare
la qualità del servizio di assistenza pediatrica e la accessibilità
al servizio stesso.
Infatti, le forme associative possono migliorare
l’efficacia delle prestazioni sotto il profilo della qualità
perché consentono ai PLS di migliorare la organizzazione degli ambulatori,
di avere più presidi diagnostici e terapeutici e di avere competenze
condivise.
Nello stesso tempo, esse migliorano sicuramente
l’efficienza del servizio perché favoriscono la creazione
di un team di lavoro, che costituisce un valore aggiunto al rapporto
fiduciario tra famiglia e singolo pediatra.
Le forme associative previste sono:
- La pediatria di gruppo
- La pediatria in associazione
- La pediatria in rete
PEDIATRIA DI GRUPPO (Art. 52 DPR 272/2000)
I requisiti e le modalità organizzative sono quelli
previsti dall’articolo 52. Il compenso aggiuntivo è quello
previsto dall’art. 41 comma 8.
L’attribuzione delle quote per il collaboratore
di studio va confermata a tutti i pediatri operanti in gruppo a
condizione che il collaboratore sia presente per un orario complessivo
non inferiore ad almeno 18 ore settimanali nel caso di due medici,
24 ore settimanali nel caso di tre medici, 30 ore settimanali nel
caso di quattro medici, a tempo pieno nel caso di un numero maggiore
di medici.
Oltre alle prestazioni minime di base, ogni gruppo
può organizzarsi per erogare prestazioni ulteriori come ad esempio:
- allargamento della copertura assistenziale diurna
oltre la 5^ ora;
- prestazioni diagnostiche;
- assistenza infermieristica, riabilitativa ambulatoriale
e domiciliare;
- continuità assistenziale;
- programmi di educazione sanitaria collettiva
ed individuale;
- partecipazione a progetti obiettivi promossi
dalla Regione o dall’Azienda o proposti e concordati dallo
stesso gruppo;
- attività di formazione, accreditamento e tutoriale.
Tali prestazioni, con le relative indennità economiche
spettanti a ciascun pediatra partecipante, vanno concordate a livello
Aziendale.
Eventuali controversie sono sottoposte all’esame
del Comitato di Azienda.
Per i gruppi già costituiti in base a quanto contenuto
nel precedente accordo regionale, rimangono validi gli accordi di
costituzione ed i relativi regolamenti già depositati presso l’ASL
e l’Ordine dei Medici di competenza.
PEDIATRIA IN ASSOCIAZIONE (Art. 53 DPR
272/2000)
I requisiti e le modalità organizzative sono quelli
previsti dall’articolo 53. Il compenso aggiuntivo è quello
previsto dall’art. 41 comma 7.
L’accordo che costituisce la pediatria in
associazione è depositato presso la Azienda Sanitaria e l’Ordine
provinciale dei Medici.
L’associazione può essere composta da due
o più pediatri, da due o più gruppi oppure da un pediatra ed un
gruppo, che svolgono l’attività nello stesso ambito territoriale
o anche in ambiti diversi purché confinanti, qualora le condizioni
di viabilità lo consentano e l’aggregazione comporti un evidente
miglioramento nell’erogazione delle prestazioni.
E’ prevista l’esposizione, in ogni
ambulatorio dell’associazione ed al suo ingresso, di una comunicazione
ben visibile contenente l’indicazione di quali sono le sedi
ove gli assistiti possono fruire delle prestazioni non differibili
durante le ore di chiusura dell’ambulatorio del proprio medico.
Uno o più membri dell’associazione possono
interrompere la stessa in qualsiasi momento, dandone comunicazione
all’Azienda Sanitaria territorialmente competente con preavviso
di novanta giorni.
Oltre alle prestazioni minime di base, ogni associazione
può organizzarsi per erogare prestazioni ulteriori come ad esempio:
- allargamento della copertura assistenziale diurna
oltre la 5^ ora;
- prestazioni diagnostiche;
- assistenza infermieristica, riabilitativa ambulatoriale
e domiciliare;
- continuità assistenziale;
- programmi di educazione sanitaria collettiva
ed individuale;
- partecipazione a progetti obiettivi promossi
dalla Regione o dall’Azienda o proposti e concordati dallo
stesso gruppo;
- attività di formazione, accreditamento e tutoriale.
Tali prestazioni, con le relative indennità economiche
spettanti a ciascun pediatra partecipante, vanno concordate a livello
Aziendale.
Eventuali controversie sono sottoposte all’esame
del Comitato Aziendale.
PEDIATRIA IN RETE (Art. 54 DPR 272/2000)
La pediatria in rete è un modulo complementare,
non sostitutivo, rispetto alla pediatria di gruppo ed in associazione
e ad esse collegato per consentire:
- un livello superiore di comunicazione di dati
ed informazioni sanitarie tra pediatri e tra questi ultimi e le
strutture distrettuali e/o ospedaliere pubbliche e accreditate;
- la realizzazione di momenti di revisione della
qualità e della appropriatezza prescrittiva interna alla associazione
e per la promozione di comportamenti prescrittivi uniformi e coerenti
con gli obiettivi dichiarati dalla associazione;
- il miglioramento della assistenza attraverso
la conoscenza dei dati del paziente grazie ad una cartella informatizzata
scelta autonomamente dall’associazione a cui ogni pediatra
dell’associazione può accedere quando presta la sua opera.
PROGETTO OBIETTIVO “SELF-HELP AMBULATORIALE”
(Art. 30, comma 1 ; allegato B, DPR 272/2000)
L’ACN prevede tra i compiti del Pediatra
di Libera scelta (PLS) con compenso a quota variabile l’esecuzione
nel proprio studio di alcune prestazioni professionali aggiuntive
che, in coerenza con quanto stabil?????>???a?a?a?N?N?Nito dal
Piano Sanitario Nazionale e dal Progetto Obiettivo Materno-Infantile,
possono consentirgli di raggiungere i seguenti obiettivi:
- Maggior rapidità diagnostica
- Riduzione ore di scuola/lavoro perse da bambini/genitori
- Riduzione carico di lavoro per i laboratori
analisi
- Riduzione spesa farmaceutica (antibiotici)
- Riduzione accessi alla medicina specialistica
(II° Livello) con conseguente contenimento della spesa e riduzione
dei tempi di attesa
- Gestione ambulatoriale di alcune patologie croniche
Operatività
Tutte le ASL attivano questo progetto obiettivo.
I PLS che aderiscono, ne danno comunicazione all’ASL con apposita
dichiarazione scritta indicante le prestazioni per la effettuazione
delle quali il proprio studio è dotato delle corrispondenti necessarie
attrezzature e su cui l’Azienda ha il potere-dovere di esercitare
i previsti controlli di idoneità. L’esecuzione delle stesse
da parte dei pediatri partecipanti al progetto non è soggetta ad
autorizzazione.
Le prestazioni previste dal progetto ed il relativo
compenso sono contenuti nella tabella “A” di questo
protocollo.
Compensi
Ai fini del pagamento dei compensi per le prestazioni
inserite in questo progetto, valgono le modalità previste dai commi
2 e 3 dell’allegato B del DPR 272/2000 e comunque tali prestazioni
concorrono con le altre prestazioni dell’allegato B) al tetto
massimo del 14% degli emolumenti mensili come previsto comma 5 dell’allegato
B del DPR 272/2000.
Valutazione dei risultati
Il raggiungimento degli obiettivi prefissati, sulla
base degli indicatori specificati per ogni prestazione, sarà oggetto
di monitoraggio per tutta la durata dell’accordo.
I risultati attesi per ogni prestazione sono contenuti
nella tabella “B”.
Tabella A
PRESTAZIONI AGGIUNTIVE ULTERIORI
(DPR 272/2000 - Allegato B, punto C)
| 1 |
Test rapido per la ricerca dello streptococco piogene
in faringe (SBEGA)(nei casi a clinica dubbia) |
| 2 |
Test rapido per la determinazione della proteina C reattiva
(nei bambini altamente febbrili e con scarsi o dubbi segni
di localizzazione infettiva) |
| 3 |
Esame urine mediante Stick per la determinazione di
10 parametri |
| 4 |
Prick test per gli allergeni alimentari e/o inalanti
(nei bambini con sospetta patologia allergica) |
| 5 |
Spirometria semplice in bambini con asma persistente
o ricorrente o altre patologie respiratorie |
| 6 |
Impedenzometria |
| 7 |
Audiometria tonale |
| 8 |
Otoscopia pneumatica |
| 9 |
Podoscopia |
| 10 |
Scoliometria |
| 11 |
Micro VES |
| 12 |
Conta Leucocitaria (con microscopio e camera di Burker) |
| 13 |
Esame Microscopico delle Urine (con microscopio e camera
di Burker) |
| 14 |
Ricerca agglutinine a frigore |
| 15 |
Prelievo di sangue capillare |
| 16 |
Prelievo di sangue venoso |
| 17 |
Prelievo microbiologico |
| 18 |
Test alla luce di Wood |
*Le prestazioni aggiuntive saranno remunerate sulla
base del tariffario regionale vigente.
Per le voci non tariffate si demanda ad apposita
determinazione della Giunta Regionale da adottarsi entro 120 giorni.
Scaduto tale termine, il Comitato provvederà a determinare in via
provvisoria le tariffe delle suddette prestazioni.
Tabella B
RISULTATI ATTESI
|
AZIONE |
RISULTATO ATTESO |
| 1 |
Test rapido per la rilevazione dello
streptococco pyogenes (SBEGA) in faringe
(nei casi a clinica dubbia) |
·Riduzione d’inutili
trattamenti antibiotici nei casi negativi.
·Velocizzazione della guarigione e riduzione
del rischio di complicanze nei casi positivi. |
| 2 |
Test rapido per la determinazione della
Proteina C reattiva (in bambini altamente febbrili e con
scarsi o dubbi segni di localizzazione infettiva) |
·Individuazione precoce dei casi che
necessitano di approfondimento diagnostico o di ricovero.
·Individuazione precoce dei casi che non
necessitano di alcun trattamento se non quello sintomatico
per la febbre. |
| 3 |
Stick urine per la determinazione di
10 parametri urinari |
·Immediata risoluzione di dubbi diagnostici.
·Riduzione di ore di lavoro perse dai
genitori.. |
| 4 |
Prick test per gli allergeni alimentari
e/o inalanti (in bambini con sospetta patologia allergica)
|
·Immediata risoluzione di dubbi diagnostici
con presa in carico del bambino allergico e riduzione del
ricorso allo specialista allergologo |
| 5 |
Spirometria semplice in bambini con
asma persistente o ricorrente o altre patologie respiratorie |
·Presa in carico globale del bambino
asmatico senza necessità di ricorso allo specialista allergologo
o pneumologo |
| 6 |
Impedenziometria |
·Presa in carico globale del bambino
con otite media essudativa senza necessità di ricorso all’ORL. |
| 7 |
Audiometria tonale
|
·Presa in carico globale del bambino
con otite media essudativa senza necessità di ricorso all’ORL |
| 8 |
Otoscopia pneumatica |
·Gestione ambulatoriale delle otiti
medie acute per la prevenzione delle complicanze |
| 9 |
Podoscopia |
·Presa in carico globale del bambino
con piede piatto non strutturato (che non necessita di intervento
ortopedico) |
| 10 |
Scoliometria |
·Presa in carico globale del bambino
con scoliosi non strutturata (che non necessita di intervento
specialistico ortopedico) |
| 11 |
Micro VES |
·Individuazione precoce di patologie
infettive in soggetti a rischio |
| 12 |
Conta leucocitaria (con microscopio
e camera di Burker) |
·Individuazione precoce di patologie
infettive in soggetti a rischio |
| |
AZIONE |
RISULTATO ATTESO |
| 13 |
Esame microscopico delle urine
(con microscopio e camera di Burker) |
·Individuazione precoce di patologie
infettive in soggetti a rischio |
| 14 |
Agglutinine “a frigore” |
·Individuazione di patologie sostenute
da Micoplasma Pneumonite |
| 15 |
Prelievo di sangue capillare |
·Individuazione precoce di patologi
con ricorso a prelievo di piccole quantità di sangue |
| 16 |
Prelievo di sangue venoso |
·Riduzione di disagio per il piccolo
paziente e la famiglia
·Riduzione dei tempi di attesa |
17 Prelievo microbiologico |
·Riduzione di disagio per il piccolo
paziente e la famiglia
·Riduzione dei tempi di attesa |
| 18 |
Test alla luce di Wood |
·Risoluzione immediata di dubbi diagnostici
senza necessità di ricorso allo specialista dermatologo |
AGGIORNAMENTO E FORMAZIONE CONTINUA
(Art.8 DPR 272/2000)
L’attività di formazione continua è disciplinata
dalla Regione sulla base dei principi fissati dalle leggi dello
Stato e dagli accordi della Conferenza Stato-Regioni. Pertanto,
con la collaborazione degli Ordini dei Medici, delle società scientifiche
e delle organizzazioni di categoria più rappresentative, l’Assessorato
Regionale alla tutela della Salute predisporrà un piano regionale
di formazione per i pediatri di libera scelta. A tal fine, provvederà
:
1. all’analisi dei bisogni formativi;
2. ad individuare gli obiettivi formativi;
3. all’accreditamento dei progetti di formazione;
4. all’individuazione degli obiettivi formativi
di interesse nazionale;
5.a realizzare un elenco di soggetti che soddisfino
i requisiti definiti dalla Commissione Nazionale e gli eventuali
ulteriori definiti dalle Regioni, titolati a realizzare gli eventi
formativi coerenti con gli obiettivi nazionali e regionali (provider
di formazione);
6.a promuovere la realizzazione di un'anagrafe
dei crediti accumulati dagli operatori.
I costi delle attività formative sono a carico
Servizio Sanitario Nazionale in base a quanto contenuto nell'articolo
1 della legge 405/2001.
Per la realizzazione delle attività di formazione
per i PLS, le ASL si avvarranno della collaborazione degli animatori
di formazione scelti tra gli stessi PLS.
Per tale motivo, si istituisce l’albo regionale
per gli animatori di formazione che viene aggiornato annualmente.
Nel caso in cui il numero di animatori iscritti all’albo sia
inferiore a quello previsto in base ai criteri sotto indicati, la
Regione provvederà ad organizzare corsi per animatori di formazione.
La selezione dei pediatri partecipanti ai corsi avverrà con i seguenti
criteri:
- almeno cinque anni di anzianità di esercizio
della pediatria convenzionata;
- numero di scelte in carico uguali o superiori
a seicento;
- curriculum formativo e scientifico;
- equa distribuzione degli animatori sul territorio
regionale in modo da garantire all’interno di ciascuna Azienda
la presenza di un animatore ogni 10 pediatri convenzionati.
Compiti dell’animatore di formazione sono:
- rilevazione dei bisogni formativi dei PLS;
- analisi della bibliografia esistente sugli argomenti
oggetto di formazione relativamente alla pratica nella pediatria;
- strutturazione didattica di una o più sessioni
di formazione sugli argomenti prescelti secondo modalità coerenti;
- obiettivi didattici dichiarati ed idonei al
contesto della formazione stessa (didattica attiva, tutoriale, integrata,
ecc.);
- rapporti con gli eventuali tutor, al fine di
integrare efficacemente i contributi specialistici con la realtà
operativa della Pediatria di libera scelta;
- conduzione delle sessioni in modo da favorire
la partecipazione e l’interesse dei pediatri partecipanti;
- valutazione della qualità dei corsi, con attribuzione
di un corrispondente credito formativo;
- valutazione formativa dei partecipanti.
Secondo quanto contenuto nelle linee guida nazionali
per l’ECM e recepite dalla conferenza Stato-Regioni, i temi
oggetto della formazione sono scelti tenendo conto :
- degli obiettivi formativi di interessa nazionale;
- dei bisogni professionali dei pediatri;
- dei bisogni organizzativi del servizio (a livello Regionale
ed Aziendale)
Le attività formative si svolgono di norma il
sabato mattina per almeno 40 ore annue. Di queste, potranno essere
riconosciute come attività di aggiornamento, nella misura massima
di 20 ore, attività formative scelte autonomamente dai PLS, purché
risultino regolarmente accreditate.
Le Aziende adottano i provvedimenti necessari a garantire la continuità
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