Roma, 4 nov. - Riforma dei Fondi previdenziali, della gestione del patrimonio, e dello Statuto: questi i temi caldi al centro degli stati generali dell'Enpam, in corso oggi e domani a Roma. Una due giorni in cui l'ente previdenziale dei medici italiani illustrerà e spiegherà a sindacati, associazioni e rappresentanti degli Ordini dei medici, i contenuti della riforma che la Fondazione dovrebbe varare all'inizio del prossimo anno. Una riforma sempre più urgente dopo che la Finanziaria del 2007 ha portato da 15 a 30 anni il periodo per il quale l'ente deve garantire la stabilità finanziaria.
"Punto di partenza - spiega l'Enpam - è la volontà di non toccare le pensioni in essere e di procedere a ogni cambiamento nella massima trasparenza e partecipazione possibili".
Il vicepresidente vicario dell'ente, Alberto Oliveti, detta i tempi della riforma: "Oggi è la fase espansiva, della discussione. Domani - aggiunge - illustreremo questo percorso di riforma, lo renderemo soggetto a un dibattito ampio, per poi riportare le valutazioni finali agli istituti preposti: Cda, Consulta e Consiglio nazionale. La nostra intenzione, comunque, è quella di non far partire la riforma nel 2012, ma nel 2013, e in tal senso c'è un accordo di massima con i ministeri vigilanti (Economia e Lavoro) che sono chiamati ad approvare queste misure. Che - sottolinea Oliveti - articoleremo nel modo più graduale possibile".
Al convegno è intervenuto anche l'ex presidente del Consiglio Giuliano Amato, che ha toccato un altro tema molto caldo per i medici: la riforma degli Ordini professionali.
Secondo Amato, riformare gli Ordini, anche quelli legati alle professioni sanitarie è un conto, ma "cancellarli sarebbe una stupidaggine completa, perché alla fine solo i pari sono in grado di giudicare gli altri pari. Certo - ha aggiunto - ci può essere un problema di apertura e chiusura degli Ordini, ma non è il caso dei camici bianchi. Se c'è un'attività che deve essere riservata ai medici, questa - conclude Amato - è la medicina".